Top 5 Serie Che Si Dovevano Guardare In Lingua Originale, da Ugly Betty a Giuppy Anatomy

Oct 01 2007

A forza di guardare serie TV in lingua originale ho sviluppato una fastidiosa allergia da doppiaggio, che si manifesta ogni volta che guardo i telefilm in italiano. Ecco la Top 5 Serie Che Si Dovevano Guardare In Lingua Originale [tra parentesi le motivazioni]:

  1. [si incaponisce sull'adattamento] La Blasi aveva anticipato che la versione originale di Ugly Betty faceva uso di giochi di parole difficilmente traducibili, e che non sarebbe stato facile rendere in italiano gli scambi verbali tra i protagonisti. Ci hanno provato con qualche fortuna. Pur rimanendo una serie tutto sommato godibile (i peggiori rimangono sempre quelli che fanno i titoli italiani dei film), quando senti quei dialoghi italianizzati ti rimane sempre il dubbio: cosa si saranno detti in inglese?
  2. [ripete gli errori del passato] Battlestar Galactica ha la sindrome di Carlo Linneo, ovvero quella mania di italianizzazione dei nomi (Giulio Verne, Ruggero Bacone, Niccolò Stenone, ecc.) che da piccino ti fa credere che tutti i più grandi uomini del mondo siano nati in Italia. Come un qualsiasi film in bianco e nero di Cary Grant – i cui personaggi, adattati, si chiamavano Guglielmo Rutland o Filippo Smith – il Comandante Adama diventa Comandante Adamo perché, presumibilmente, quello era il nome adattato in italiano nella serie originale del 1978. La continuità con l’adattamento della serie passata doveva essere rispettata. Ora, la serie degli anni ’70 in Italia se la ricordano solo il sottoscritto e altri quattro nerd: non si poteva approfittare dei trent’anni di vuoto per tornare ai veri nomi? Per fortuna, come con Lost, il fastidio è durato quelle cinque puntate viste in italiano. Mi piacerebbe sapere che termine hanno scelto per adattare frack: cacchio? di’ane? porca madoska?
  3. [rende ridicoli bambini e stranieri] Lost e Heroes hanno dato il peggio, ma è un problema trasversale a tutte le serie: tutti i bambini doppiati, fino ai dodici anni, hanno la vocina da treenne. Tutti gli stranieri – Sayid o l’amico di Hiro – sono caricature rispettivamente di Hrundi V. Bakshi e di Ciù Ci Ciao.
  4. [doppiatori non all'altezza] Tutti i CSI hanno un problema: oltre a quelle dei protagonisti principali, c’è la voce di quella che ho ribattezzato la stagista: una che fa, a seconda del bisogno, la voce del grafologo, di quella che scopre il cadavere all’inizio della puntata, del primo sospetto poi scagionato. Insomma, i ruoli di tre battute. Bene, la stagista parla sempre con lo stesso tono di voce, non ha un minimo di interpretazione e dà la sgradevole sensazione di essere una voce che non c’entra niente con il personaggio che sta doppiando. Terribile.

Ma al numero uno c’è lei: [L'onnipresenza di Giuppy Izzo] Grey’s Anatomy. E’ l’unico telefilm dove la storia della protagonista è di gran lunga meno interessante delle storie degli altri personaggi, i cui percorsi di vita evolvono e si intrecciano. A Ellen Pompeo è toccato l’unico ruolo cristallizzato, che arreda con insopportabili espressioni stordite: tutte le volte che la vedo mi vien voglia di mandare avanti la registrazione. Gli autori devono di certo odiarla.

Ma oltre alla faccia da cane bastonato della Pompeo (che dimostra dieci anni di più dei suoi colleghi) c’è Giuppy Izzo, che le da la voce. Indipendentemente dall’attrice che deve doppiare, dalla trama e dal genere del film/telefilm, Giuppy Izzo ha sempre lo stesso tono da telefono erotico, che si tratti della mammozza di Gilmore Girls, della pubblicità della Coop o della TIM o di Grey’s Anatomy. Non scappi da lei, lei doppia tutto. E quando non ha ruoli fissi assegnati (Ugly Betty), trova il modo di esserci doppiando le guest star (ha dato la voce a Lucy Liu, che non c’incastrava niente).

Nei miei sogni la voce di tutte le donne è di Giuppy Izzo. Per favore, qualcuno le consigli un anno sabbatico.

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