Un amico ha ricevuto una cease-and-desist letter dallo studio legale di un’”importante azienda italiana”. Il suo crimine è quello di aver “registrato a proprio nome dominioincriminato.it”, contenente il marchio che appartiene legalmente all’”importante azienda italiana” di prima.
Poco importa se:
- dominioincriminato.it esiste da anni senza che nessuno abbia prima alzato la mano (se era così importante per l’”importante azienda italiana”, perché solo adesso, nel 2006, si accorgono di questo gravissimo illecito?)
- Esistono anche dominioincriminato.com, .co.uk, .fr, .de, .es, .jp
- dominioincriminato.it è un sito di un fan del prodotto dell’”importante azienda italiana”. Da appassionato, non ne parla che bene: l’esistenza stessa di un sito del genere aumenta il valore del marchio, un po’ come fanno gli evangelisti della Mela.
Basisco.
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