Beenz ha chiuso… prima di parlarne, una piccola storiella che non c’entra niente con Beenz e Internet.
Decido di aprire un’attività. Convinco mia madre a prestarmi cento milioni, con i quali compro un miliardo di palline da ping-pong arancioni. Passo i due mesi successivi a imprimerci sopra il mio nome. Poi vado dal fruttivendolo e gli dico che posso garantirgli un sacco di nuovi clienti semplicemente nascondendo le mie palline da ping-pong tra le pere e le banane. Ogni pallina gli costerà 1000 lire.
Assumo anche dieci persone perchè facciano la stessa cosa con altri negozi: palline accanto al cornetto in pasticceria, palline sotto ai sigari dal tabaccaio, e così via. Ah, devo convincere il pescivendolo a impacchettare un trancio di pescespada a chiunque gli si presenti in bottega con in tasca duecento palline da ping-pong arancioni. Poi passerò io a saldare il conto e a ritirare le palline usate come pagamento.
Assumo un team di esperti che si occupi della promozione: tappèzzo il quartiere, e spiego le regole del gioco. Raccogli palline qui, le usi come moneta di scambio là. Stampo una rivista che informa i miei concittadini che il fruttivendolo ti regala una pallina da ping-pong se entri nel suo negozio, il tabaccaio tre palline se compri il set per la pulizia della pipa e in pasticceria ci sono dieci palline nascoste tra le bigné, pronte per essere raccolte.
Mi rendo presto conto che la mia strategia è vincente. Primo: vendo palline a 1000 lire l’una. Duecento palline vendute, duecentomila lire ricavate. Secondo: per ogni trancio di pescespada pago cinquantamila lire. Ma siccome per averlo l’avventore della pescheria ha dovuto trovare duecento palline, io ci guadagno centocinquantamila lire. Un margine favoloso!
Dopo un po’ di tempo però il fruttivendolo inizia a lamentarsi. Ha il negozio pieno di persone, ma nessuno compra più niente: entrano e scostano l’uva per vedere se sotto è rimasta qualche pallina. Il pasticcere è quasi andato fallito.. le sue bigné hanno la glassa sporca di impronte: a forza di rovistare tra i dolci in cerca di palline, i suoi clienti gli stanno rovinano la piazza. Il tabaccaio ha chiuso, i suoi clienti esaurivano in un giorno tutte le palline che acquistava da me. Nasconderle era una impresa fallimentare: il mio team di comunicazione spifferava ai quattro venti dove le avrebbe messe. In poco tempo nessuno compra più palline da me, e mi trovo con un miliardo di palline, venti dipendenti da pagare e tre esercizi commerciali sulla coscienza.
Fine della storiella, riprendiamo il discorso: Beenz ha chiuso…
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