Cos’è “crudele e sadico, con un’ambientazione squallida ed un continuo, insistente incoraggiamento alla violenza e all’omicidio”? Su due piedi risponderei Amici di Maria de Filippi, o al limite un controesodo ferragostano.
Per Gentiloni è il videogioco Manhunt 2: al grido di Morte al demone Allegra Geller! è intervenuto per vietarne la vendita in Italia. Essendo dei minorati incapaci di capire cos’è finzione e cosa è realtà , qualcuno dovrà pur tutelarci per evitare quegli errori che in passato abbiamo pagato caro.
Eppure, a leggere Otto miti sui videogiochi, di Henry Jenkins, tutto questo polverone sembrerebbe ridimensionarsi. Ora, a parte il fatto che un pezzo del genere mi sarebbe servito nel 1987 (quando il mito #4 era purtroppo vero e dovevo difendermi quotidianamente dai restanti sette), perché articoli di questo tipo non vengono (quasi) mai pubblicati? E perché c’è sempre molta scorrettezza quando si riconducono le peggiori efferatezze ai videogiochi?
Freghiamocene delle risposte, tanto sono sempre quelle: dall’antica Grecia in poi c’è sempre stato bisogno di un capro. Non limitiamoci a giocare di rimessa e negare che un videogioco sia Satana, passiamo all’attacco scendendo al loro livello di scorrettezza argomentativa e sosteniamo – rispolverando il manuale delle fallacies – l’esatto contrario:
- Secondo le statistiche del dipartimento di giustizia statunitense, dal 1993 a oggi i crimini violenti (stupro, rapina, lesioni aggravate e omicidio) si sono più che dimezzati.
- Doom, il capostipite degli sparatutto in prima persona (FPS), è uscito nel 1993.
- Dal 1993 ad oggi, i FPS sono diventati più realistici e più violenti.
La conclusione è sotto gli occhi di tutti:
I crimini violenti si sono più che dimezzati grazie a Doom. Questa tendenza si è confermata negli anni grazie all’aumento del realismo e della violenza nei First Person Shooter.
Con un po’ di fortuna si stancheranno di romperci le palle e se la rifaranno con qualcun altro. A tal proposito, segnalo che in dieci anni i divorzi sono aumentati del 74%. Guarda caso, dieci anni fa è stata lanciata BBC News 24… impossibile non pensare che non c’entrino niente.
Cos’hanno in comune le Bush Card, un peluche a forma di virus, i biglietti da visita di Moo e un disco volante radiocomandato? Sono tutte cose – beh, queste le più inutili – che ho acquistato on-line. Solo la punta di un iceberg di pacchi e pacchettini che ho comprato su web in quest’ultimo decennio.
Mi ritengo abbastanza fortunato: pur avendo acquistato on-line su siti di quasi tutti gli stati europei e nordamericani, diversi stati asiatici e un paio di repubbliche ex-sovietiche (alle quali non saprei associare con precisione il continente di appartenenza), non ho mai avuto fregature nella ricezione del pacco, e men che meno nella transazione con la carta di credito (ma lì non è fortuna, è che il sistema è sicuro); per questo motivo parlo di quello di cui sto per parlarti con una certa esperienza in materia.
Sono reduce dalla più soddisfacente esperienza di acquisto on-line di sempre, per merito di giochinscatola.it, un sito che probabilmente non conoscerai, visto che vende quella nicchia di mercato che sono i giochi da tavolo (si, esistono altri boardgame oltre a monopoly e risk!; no, non sto parlando di carte magic e affini; si, il mercato dei boardgame, specialmente in Germania dove chi gioca è meno sfigato, sforna novità ogni settimana; si, se ti interessa l’argomento sarò felicissimo di approfondire il discorso).
In poche parole, i ragazzi di giochinscatola.it hanno gestito in maniera impeccabile due problemi (l’incertezza della data di arrivo di un gioco che avevo preordinato e l’imminente trasloco del mio ufficio, luogo di consegna degli ordini on-line) informandomi quasi quotidianamente via mail. Ho addirittura ricevuto una telefonata sabato mattina: la gentilissima Monica, che aveva seguito il mio ordine, mi chiedeva l’ok per inviare il pacco e voleva che gli confermassi che il giorno della consegna fossi ancora al vecchio indirizzo. Oggi è arrivato.
Non mi sono mai sentito così seguìto, tutelato e “coccolato”: ho vissuto l’intero cluetrain manifesto in un solo acquisto.
E in onore a ciò, io penso alla tesi numero novantacinque: se un giorno qualcuno mi chiedesse un consiglio su dove acquistare boardgame, gli passerei questo link.
Abbondanza: il 35% dei passeggeri del volo Pisa-Siviglia si conosceva. Più che in un aereo, pareva di stare nel pullmann di una gita scolastica.
Celerità : in chiesa è stato celebrato un matrimonio per direttissima. In un quarto d’ora erano sposati, per la gioia di tutti.
Continenza: la cena è durata un’ora e mezzo. In compenso, da mezzanotte alle sei chiunque (non solo i ggiovani, anche i padri e i padri dei padri) ha abusato dell’open bar (anzi, della barra libre) e della musica. E’ finita, come al solito, a farsi autoscatti tutti ‘mbriachi allegri.
Avtarchia: sei ore di musica, tre canzoni in inglese. Il resto – compresa una versione di “Tanti Auguri” della Carrà – tutto in spagnolo. Inoltre, pare non esista, nella musica spagnola, una grossa differenza tra la musica anni ’80, ’90 e duemila.
Faranno figuracce ai mondiali di calcio, ma a organizzare matrimoni vincono loro.