Archivio di aprile 2007

Kiva: come diventare Venture Capitalist P2P

giovedì, 19 aprile 2007

Arthur Okembo ha una piccola attività di riparatore di biciclette in Kenya. Vorrebbe espandere il suo giro di affari, e per farlo ha bisogno di un prestito di 425 dollari. L’organizzazione di microfinanza a cui si è rivolto è convinta che sarà in grado di ripagare il debito.

E qui entra in gioco Kiva, un ente non-profit che ho conosciuto la settimana scorsa, grazie a Luigi. Kiva si occupa di:

  1. Pubblicare la richiesta di prestito sul sito
  2. Permettere ai suoi utenti di finanziare l’attività tramite Paypal (che non prende commissioni) versando almeno 25 dollari
  3. Tenerti aggiornato sullo stato dell’attività che hai sostenuto
  4. Restituirti i soldi che hai prestato

Non si tratta di beneficienza: come tutti i prestiti, i tuoi soldi li riavrai indietro (senza interessi, chiaro) a partire dalla data stabilita nella scheda del business che vuoi finanziare. Non è nemmeno certo che il prestito venga restituito, ma è confortante sapere che il repayment rate di Kiva è del 100% (e quello mondiale del 97%).

Mancavano 25 dollari al raggiungimento della cifra necessaria ad Arthur per far partire il finanziamento: i miei. E così, con l’aiuto di altri 12 utenti il prestito è partito. Entro fine anno dovrei riavere tutto indietro.

Poi… beh, poi mi sono fatto un po’ prendere la mano. Che ci vuoi fare, sono un finanziatore P2P compulsivo. Qui (pdf) trovi maggiori informazioni su Kiva

Com’era quella storia dei mercanti nel Tempio?

martedì, 10 aprile 2007

Com'era quella storia dei mercanti al Tempio?

Anche un ateo come me si ricorda questa storia:

La festa ebraica della Pasqua si avvicinava, e Gesù salì a Gerusalemme. Nel cortile del Tempio trovò i mercanti che vendevano buoi, pecore e colombe. C’erano anche i cambiamonete seduti dietro ai loro banchi. Allora Gesù fece una frusta di cordicelle, scacciò tutti dal Tempio, con le pecore e i buoi, rovesciò i tavoli dei cambiamonete spargendo a terra i loro soldi. Poi si rivolse ai venditori di colombe e disse: “Portate via di qua questa roba! Non riducete a un mercato la casa di mio Padre!”.

La foto l’ho scattata nella capitale del cattolicesimo, non in un paesello di freschi convertiti; quella ritratta è la chiesa di San Pietro e Paolo, non una pieve sconosciuta. E per di più è Pasqua.

Mi rendo conto che è più divertente metter bocca su tutto, dalle unioni di fatto alla marca del cellulare. Ma una ripassatina al Vangelo non guasterebbe.